Elia sorrise e lo invitò a sedersi davanti a una vecchia scacchiera di legno. Il silenzio nella stanza era così denso da sembrare palpabile. Il Primo Insegnamento: L'Attesa
La partita iniziò. Il giovane muoveva con precisione chirurgica, aggredendo il centro. Elia, invece, faceva mosse apparentemente passive, quasi invisibili."Stai solo aspettando la fine," mormorò il giovane."Sto aspettando che il tuo rumore si plachi," rispose Elia. "Nello Zen, la mossa migliore non nasce dalla volontà di distruggere l'altro, ma dalla comprensione dell'armonia che si è spezzata sulla scacchiera." Il Secondo Insegnamento: Il Vuoto Scacchi Zen: le mosse del campione
Il giovane Gran Maestro abbassò la testa. In quel momento, capì che per vincere davvero non doveva dominare la scacchiera, ma il proprio tumulto interiore. Si alzò, fece un inchino profondo e lasciò il villaggio, portando con sé non un trofeo, ma un silenzio nuovo. Elia sorrise e lo invitò a sedersi davanti
Un giorno arrivò un giovane Gran Maestro, arrogante e famelico di vittorie, convinto che la velocità di calcolo fosse l'unica chiave per il successo. "Maestro," esordì il giovane, "voglio imparare la mossa che non può essere parata." Il giovane muoveva con precisione chirurgica, aggredendo il