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La Regina Degli Scacchi -

In quel momento, Beth ha finalmente trovato la sua casa: non un edificio, ma la scacchiera stessa.

La storia inizia negli anni '50, in un grigio orfanotrofio del Kentucky. Beth Harmon vi approda a nove anni, dopo essere sopravvissuta all'incidente d'auto in cui è morta sua madre. È una bambina silenziosa, quasi invisibile, finché un giorno non viene mandata nel seminterrato a pulire i cancellini. La regina degli scacchi

Nella partita finale contro Borgov, Beth si trova in difficoltà. Rifiuta l'offerta di patta del campione russo. Alza lo sguardo al soffitto della cattedrale di Mosca e, per la prima volta, vede le pedine muoversi . La sua mente è finalmente libera. Con una manovra brillante, costringe Borgov alla resa. Il Finale: "Giochiamo" In quel momento, Beth ha finalmente trovato la

La morte di Alma la lascia ancora più sola nella sua grande casa vuota, circondata da bottiglie e fantasmi del passato. Beth si convince che il suo genio sia indissolubilmente legato alla chimica, e che senza le pillole non possa vedere le mosse sul soffitto. La Redenzione: Mosca 1968 È una bambina silenziosa, quasi invisibile, finché un

Il culmine della storia arriva con l'invito al prestigioso torneo internazionale di Mosca. È il cuore della Guerra Fredda. Beth arriva in Unione Sovietica temuta e ammirata, ma ancora fragile.

Beth Harmon non è più l'orfana del Kentucky o la stella autodistruttiva dei giornali. È la Regina. Dopo la vittoria, invece di andare alla festa ufficiale, scende dall'auto che la scorta all'aeroporto. Cammina in un parco di Mosca, dove decine di anziani giocano a scacchi sui tavolini di pietra. Si siede di fronte a uno di loro, lo guarda negli occhi e dice in russo: "Giochiamo" .